Disagio e sofferenza hanno radici diverse, ma un’esigenza comune: il bisogno di comunicare, di trovare comprensione senza giudizi o pregiudizi. A questa necessità rispondono i volontari che si impegnano nelle linee di ascolto telefonico. Perché a volte basta una telefonata, una presenza, per ridare fiducia e speranza a una esistenza in bilico. A questo volontariato, all’apparenza semplice, ma intenso e delicato, si dedicano le associazioni che fanno riferimento al Nodo Coral all’interno della Rete di Orientamento al Volontariato.
“Dal 2000 Coral, il Coordinamento Regionale delle Linee telefonico lombarde, cura attività di formazione, counseling e monitoraggio dedicati ai centralini di ascolto e aiuto”, illustra Salvatore Raffaele, presidente dell'associazione e referente per la Rov che spiega l’ingresso della sua rete nel progetto di orientamento al volontariato. “La ROV è una opportunità di conoscenza e contatto sia fra gli operatori e il pubblico sia fra le associazioni della nostra rete, oltre che fra gli operatori attivi in ambiti differenti. Una sinergia positiva che si basa sugli elementi comuni delle associazioni coinvolte: il legame diretto e il forte radicamento sul territorio, l’impiego di volontari per le proprie attività e la comune esigenza e ricerca di nuovi volontari”. Se tante sono le energie richieste da una rete per il suo funzionamento, tante sono anche le ricchezze. In primo luogo la varietà dell’offerta e la facilità di contatto per chi vuole fare volontariato.
Lo stesso gruppo di associazioni legate a Coral nella Rov offre una prova di queste opportunità. Chi vuole sperimentarsi in un servizio di ascolto telefonico può scegliere in un ricco ventaglio di linee dedicate a utenti e aree differenti: generaliste (come Telefono Amico Centro di Milano e Voce Amica Milano) o specifiche, rivolte ad anziani (A.R.A.S.), ragazzi adolescenti (Il Sorriso - Telefono Giovani), a chi sta affrontando dubbi e problemi legati all’identità sessuale (Centro Iniziativa Gay e Linea Lesbica Amica), a chi vive o conosce una dipendenza (Volontari Ce.A.S.), ai malati o ai familiari di chi soffre di Alzhaimer (Associazione Alzheimer Milano) o di patologie di carattere mentale o psichiatrico (Progetto Itaca). Fra gli strumenti di queste associazioni, oltre al telefono, anche nuovi canali di comunicazione come chat, forum, mail e sms.
Il variegato universo "in ascolto" coinvolto nella Rov è in attesa di nuove voci per rispondere a chi ha bisogno. “Spesso basta semplicemente ascoltare chi chiama: le tristezze, i dubbi, anche i silenzi. Non bisogna lasciarsi ingannare però - spiega Salvatore - : ascoltare non è facile. Non lo è per l'attenzione e la concentrazione mentale che richiede, per il coinvolgimento emotivo che si offre, per la compartecipazione che si dona. É difficile soprattutto per un motivo: perché, mentre si ascolta, si deve far tacere alcune parti di se stessi, metterle da parte, usarle a intermittenza. Poi impareremo a usare le parole, quelle più giuste, e avremo le informazioni più utili da dare. Ascoltando, comprenderemo cosa ci viene veramente chiesto e aiuteremo a ricomporre fragilità e dare risposte ai disagi”.
Per affrontare questo percorso agli aspiranti volontari viene offerto un periodo di formazione per imparare ad ascoltare e accompagnare gli utenti. Segue una fase di orientamento/affiancamento in cui il nuovo volontario o operatore può osservare i colleghi esperti durante i turni. Una volta avviato il servizio diretto, ci saranno poi dei momenti di formazione permanente per gestire la carica emotiva che si accumula in questi “incontri” con i disagi e le tristezze altrui.
Una prova la offre Salvatore, raccontando il suo percorso nato presso l’associazione Mondo X di Torino, ispirato all'analogo gruppo milanese di Padre Eligio. “Eravamo un gruppo di giovani dai 18 ai 25 anni. Ho iniziato a fare ascolto telefonico per caso: accompagnavo un amico a fare un corso e poi mi sono fermato anche io. Per me è stata una importante occasione di maturazione e crescita nel sociale”. Dal 1978 una serie di esperienze nel mondo del volontariato lo hanno poi portato alla presidenza di Telefono Amico di Torino dal 1992 al 1998, e alla presidenza nazionale di Telefono Amico Italia dal 1997 al 2003. Dal 2007 è presidente di Coral e consulente di organizzazioni del Terzo Settore, oltre che formatore. esperto di processi di valutazione e di comunicazione sociale. “In questo percorso l’ascolto degli altri ha avuto un ruolo prezioso - valuta Raffaele – Mi ha insegnato molto, umanamente e professionalmente. Basta dire che quando ero giovane ero sempre il più timido e nelle riunioni di gruppo stavo sempre in silenzio, lasciavo che fossero gli altri a parlare… - sorride - . Come per ogni attività di volontariato, un po’ lo si fa per gli altri, un po’ per se stessi”.



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